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videorlab [videorivista di poesia diretta da Elio Pagliarani] 1987|2007

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i sysop all'Alpheus di Roma per la Rete Civica Romana RomaOnLine (Nexus in Alpheus di Videorlab)

colloquio Bram Cohen/Luca Neri

Annunciare la morte di Hollywood,delle major discografiche, del sistema delle show business, non le pare un po' esagerato?
«E perche, scusi? Se prendiamo il caso della musica è ovvio che oggi c'e un problema di sovrapproduzione, il mondo è pieno di giovani creativi capaci di produrre ottima musica. Quando avranno tutti l'opportunità di presentare il loro lavoro a livello globale e molto probabile che il sisterna delle star scomparira, perche il passaparola fra gli appassionati e in genere più potente dei soldi del marketing e l'offerta sarà praticamente infinita. Fare musica senza i budget milionari dell'industria discografica potrebbe diventare un po' come scrivere poesie: un'attivita che paga poco o nulla anche se offre grandi soddisfazioni».
Allo stesso tempo, se BitTorrente veramente I'anteprima di una nuova infrastruttura di comunicazione globale, non le pare che qualcuno di quegli artisti lo potrebbe usare per conquistare l'attenzione di milioni di fan virtuali?
«Certo, ci saranno sempre artisti molto bravi, che faranno soldi a palate. Ma sara un fenomeno molto più meritocratico, dove il successo sarà deciso dal pubblico e non creato a tavolino dalle major. Non ci sara più bisogno di sovvenzionare lo stile di vita di un'industria come quella discografica adesso che la tecnologia l'ha resa obsoleta».
Possiamo dire che e iI prima esempio di questa star del futuro e proprio lei?
«Se intende che non ho alle spalle un logo aziendale, o un budget di marketing, ma solo il valore di un'idea diventata molto popolare, è vero. Nel mio sito web c'e un bottone PayPal che permette a chiunque di donare fondi con una carta di credito. I contributi di chi apprezza il mio lavoro mi permettono oggi di sbarcare dignitosamente il lunario. Sono molto fortunato. Posso lavorare senza scadenze, senza pressioni, programma re esattamente nella maniera che mi sembra più giusta. Non c'e' nulla che mi potrebbe far più felice».

Videor



Videor l'emittente di poesia. Videor (*) riprende le pubblicazioni. Fondata da Elio Pagliarani negli anni 80 la rivista in questi anni ha sperimentato, dopo l' homevideo, tutte le forme dell'edizione digitale che ora la rete veloce rende possibili nel web. Strutturata su un database redazionale che origina dall'archivio video della videorivista su cassetta l'iniziativa di Amedeo Marra e Orazio Converso con la direzione di Elio Pagliarani propone dal punto di vista degli artisti e dei poeti le funzionalità di ogni emittente con le specifiche interazioni della telematica. Il processo mediatico s'ispira alla condivisione di testi, video, materiali sonori, immagini da parte dei suoi redattori e della community di riferimento con software e infrastrutture logistiche prodotte dal network di ricerca UniET e dal Consorzio Caspur.


Alfredo Giuliani, dai collages alle poesie di teatro.
Poesie di teatro
(*) Videor nasce nel 1988 ed è diretta da Elio Pagliarani con Nanni Balestrini, Corrado Costa, Vito Riviello e Adriano Spatola. Dopo aver pubblicato nove numeri della chiude in forma di videorivista dando luogo al progetto sperimentale di RomaOnLine Videor e la telematica nella rete civica romana del 1995 e successivamente all'emittente videor.com rigorosamente opensource, con il primo server multimediale resosi nel frattempo disponibile con le tecnologie realnetwork e la realizzazione crossmediale di loosetv, senti internet, lacab television, internet scene, margi in rete e su memorie ottiche.

Vedi Vera e propria rivista poetica in formato video con riflessioni, interventi critici e teorici, inchieste e letture di versi recitati dagli stessi autori (...) Nico Garrone, La Repubblica,1998 Tuttavia, si arresta sulla soglia della poesia: si fa al possibile neutrale e discreto testimone dell'evento poetico, colto nel momento della lettura, della 'mise en scene' della parola (...) Carlo Terrosi del DAMS , 1988 La scelta linguistica che emerge ha qualcosa a che vedere con quel genere di videoarte che predilige 'i tempi illimitati', i tempi 'morti' come programmatica negazione del tempo 'scarso' profondamente sentito ed esibito dai consumi di massa Alberto Abruzzese, Espresso 1989. Poesia che non invita, per citare Delfini, mentre Videor di fatto invita al canto, al riso, all'elaborazione, all'impegno di parola.
Massimo Celani, Il verso che viene dal video, Il video che viene dal verso, 1988

ALFREDO GIULIANI Frammenti di autobiografia



Corpus. Frammenti di autobiografia è datato 1950. Credo sia rintracciabile soltanto in Versi e Nonversi (Feltrinelli 1986)
8.

Nei tardi pomeriggi di quegli anni, inforcato
il cappello nero di paglia sulle trecce a torciglio
sopra le orecchie, la nonna trascinava il bimbo
alle novene o al maggio mariano. Renitente
all'assurda costrizione dei ginocchi, stranito di noia,
trattenevo gli scalpiti del cuore nell'odore stordente
di cera e d'incenso tra i mormorii paurosi delle litanie
echeggiati sotto le navate fino al soffitto altissimo.
Lugubre saliva e scendeva la voce falsa e simbolica
del predicatore. La nonna brontolava preghiere, ingobbita,
le mani raccolte sulla fronte sgranava il rosario.
A volte sentivo le rondini garrire a picco sui finestroni
mentre il ciclo struggente imbruniva. Oppure girovagavo
per le navate fioche e irte di lisci meandri tra i pilastri
freddi a toccare, tra i riverberi delle sante candele.

9

La passione era di leggere, correre nel vento, popolare
di storie i giardini striminziti delle piazze di periferia,
essere capo di ragazzi, tramare ciò che amavo nei libri,
giochi furfanti libera vita strade d'avventura tipi segreti.
E come era acerba e liscia a baciare con casta ignoranza
la sorella del compagno, mentre già si cercava dal vano
d'una finestra lo sguardo-ombra misterioso della ragazza
più grande.

11

Amo i gabbiani, pensarli quando al tramonto tornano le
barche
dalla pesca le avanzano i gabbiani e intorno trasvolano voci
d'ali bianche, allegri e affamati, ma non entrano in porto
e li vedi nel pallore della sera riprendere il largo della baia.
Scortiamo i caldi saputi pensieri al loro porto, la mente
è universo per gabbiani e barche e pesci morti.

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